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Nuova sede della provincia di Arezzo Arezzo - 2005 Progetto 15° classificato. Capoprogetto: Arch. Maurizio Parolari Collaboratori: arch. Nicola Soligo, arch.Cristian Soligo, arch.Gianantonio Soligo, ing.Giovanni de Grandis, per. Luigi Balestrieri, ing. Mirco Bernardi, grafico Mauro Argenti L'analisi morfologica del contesto ci fornisce una mappa caratterizzata da un tessuto non avvicinabile all’Arezzo “storica” e quindi all’idea del completamento urbano bensì alla necessità di realizzare un pezzo di città, dotato di spazi ed attrezzature in grado di dare identità ad un intorno scarsamente caratterizzato; l’area su cui sorgerà il nuovo complesso direzionale, è delimitata da Viale Mecenate e Via Duccio da Boninsegna ; a nord è in fase di completamento una palestra e l’area sportiva esterna; a sud è in previsione una nuova strada veicolare; il parcheggio a supporto del nuovo complesso è previsto verso via Duccio da Boninsegna, via da considerare quindi come punto di arrivo veicolare all’edificio e caratterizzata da un ampio spazio adibito a spettacoli viaggianti. L’intento progettuale che nasce da queste considerazioni di carattere morfologico, è di realizzare un complesso architettonicamente riconoscibile, legato all’idea di piazza come luogo pubblico per eccellenza; piazza che diventa luogo funzionalmente propositivo, dello stare, del dialogo, occasione per “evadere” dagli spazi del “fare” ; la volontà è di creare una successione di spazi interni ed esterni su più livelli, la cui connessione e permeabilità visiva permetta di considerare l’edificio-piazza come un elemento di identità, valorizzazione e caratterizzazione del contesto. L’ingresso al nuovo edificio è doppiamente rappresentato, dal foyer pubblico esterno (piazza), e dal foyer interno (edificio), momentiprimari della sequenza spaziale esterno-interno. Il progetto è caratterizzato da una successione di spazi su diversi livelli, che a partire dall’arrivo da Via Duccio da Boninsegna, traccia una “diagonale” fittizia di congiunzione con l’ingresso al complesso edilizio; l’edificio propone una figura ad “U” con l’introduzione di uno “scarto” volumetrico, rappresentato dall’edificio del CSA, elemento di valorizzazione morfologico-figurativa dell’impianto. La scelta di sviluppare un edificio a corte aperta e sospesa su più lati, nasce dalla duplice volontà di creare una piazza geometricamente definita e permeabile verso l’esterno. L’ immagine architettonica è basata sul dialogo tra elementi apparentemente contrastanti; forma consolidata e riconoscibile (U) e concezione contemporanea della “pelle” esterna attraverso l’uso industriale di un materiale antico (laterizio); compattezza formale e ricerca di proprietà attuali quali leggerezza, flessibilità, trasparenza e sospensione consentite dalla concezionestrutturale dell’edificio (macrostruttura). Lo spazio interno diventa esterno e viceversa, restituendo emozioni e prospettive. I vuoti fanno entrare la luce zenitale conferendo vivibilità agli ambienti di lavoro. Torna alla lista dei concorsi |
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